in the end
giovedì 8 luglio 2010
lunedì 5 luglio 2010
Tu che conosci il cielo. Ligabue.
Tu che conosci il cielo saluta Dio per me e digli che sto bene considerando che: che non conosco il cielo però conosco te. Mi va di ringraziare, puoi farlo tu per me? Che intanto sono in viaggio, digli pure che io sono in viaggio, non lo so dove vado, ma viaggio e gli porterò i miei souvenir, tutti quanti i miei souvenir. Tu che conosci il cielo e poi conosci me le sai le mie paure, mi sa che sai il perché. Che non conosco il cielo, farò come potrò, starò con tanta gente per stare solo un po'. Facendolo il mio viaggio cerco il mio pomeriggio di maggio, non lo so come vado ma viaggio e gli porterò i miei souvenir, tutti quanti i miei souvenir.
sabato 3 luglio 2010
disegnare è la mia vita.
è da giorni ormai che non disegno, e questo è davvero strano. quasi non so più come si tiene una matita in mano, come trasmettere alle persone quello che sento. non riesco a scegliere i colori giusti e i soggetti giusti. si può chiamare blocco .. dell'artista? quando ho il blocco dello scrittore mi basta leggere il mio diario oppure questo stesso blog. ascoltare musica, fare una fotografia che rimarrà nel tempo. mi basta vedere un film che scoppio in lacrime e capisco cos'è che voglio scrivere e tutto viene fuori dalla mia mente fino alla penna, o in questo caso alla tastiera. e se ho il blocco dell'artista cosa devo fare? ci ho pensato e mi sono detta è stupido. ma sorridendo l'ho fatto lo stesso. mi sono alzata e sono andata a sedermi di fronte al quardo di Picasso che abbiamo appeso al muro. ne ho osservato ogni piccolo dettaglio, ogni sfumatura dal nero al grigio, dal grigio al bianco. e poi sapevo di nuovo tutto, come se qualcuno mi avesse trasmesso di nuovo tutti i dati, tutte le informazioni. ho preso la matita e il mio blocco da disegno e mi sono seduta sul divano di pelle marrone scuro, tra i cuscini moribidi che adoro. e ho disegnato e gli occhi mi si sono messi a brillare perchè voi non sapete che bella sensazione io abbia provato.
sabato 26 giugno 2010
Novembre.
oggi sembrava uno di quei pomeriggi di metà Novembre dove senti solo e perennemente il rumore sordo della pioggia strisciare contro i vetri delle finestre. dovrebbe esserci il sole, dovrebbe esserci un signor sole. e poi io dovevo fare le foto ai fiori. e con il cielo grigio sembravano soli e tristi e cupi. col sole sarebbero sembrati felici. il sole è solo un apparenza. le apparenze ingannano; tutto ha un filo logico. dicono che se c'è bel tempo di norma una persona dovrebbe essere allegra e, di norma, se c'è la pioggia, i fulmini e i nuvoloni e tutto quel grigio una persona dovrebbe essere triste. io, io non sono nella norma. oggi il cielo era grigio, con le nuvole che sembravano muffin giganti, nuvole paffute, paffute di pioggia. io non sono nella norma. ero fuori in giardino, e pioveva, si pioveva e non mi preoccupavo nemmeno di coprire la mia macchinetta fotografica. facevo le foto, tante tante foto. a tutti. sembravo una bimba mentre inseguivo le farfalle tra gli alberi. e forse io, io sono una bimba. non sono nella norma e sono una bimba.
non ho bisogno di uno psicologo, se scrivo mi capisco da sola.
non ho bisogno di uno psicologo, se scrivo mi capisco da sola.
venerdì 25 giugno 2010
Dreams upset your mind.
Perché tu mi piaci. Mi piaci dal primo giorno, dal primo momento. Da quando lei mi ha parlato di te. Io mi ero già innamorato della tua persona. Quando poi ti ho vista.. non sapevo che fare. Io, sono la timidezza fatta persona. Non ti ho neanche salutato o dato la mano. Sei stata tu a venirmi vicino. Ti ricordi quando parlavamo? Quando io non sapevo che dire ne che fare? Facevo così perché ero imbarazzato. Ero imbarazzato dalla tua bellezza, dalla tua simpatia. Dalla tua tenacia in tutto quello che facevi, la tua .. grinta. La tua dolcezza. E io queste cose non le avevo e non sapevo che darti. Tu mi davi tutte quelle cose, tutta quella vita e io niente. Niente di niente. Non riuscivo a dirti nemmeno un semplice grazie. Io.. non sono bravo con le parole. Mio fratello me lo aveva detto. Me lo aveva detto. Dovevo rivelarteli i miei sentimenti o prima o poi ti avrei persa. Il poi è arrivato e ora tu sei irraggiungibile. Ti .. ti ricordi quando siamo andati la prima volta al cinema? Eravamo con gli amici ma a me interessavi tu. Solo tu. Nella sala al buio avrei voluto sedermi vicino a te. Tenerti la mano nei momenti di suspense del film e guardarti negli occhi per darti conforto. Avrei voluto comprarti il pacco maxi dei popcorn e mangiarli insieme a te. Quando si sarebbero accese le luci ti avrei dato un bacio. Uno di quelli dolci e lunghi che sembrano parlarti di una vita intera. Ti avrei guardata e ti avrei sorriso. E invece? E invece me ne sono stato lì con le cuffie nelle orecchie lontano cinque sedie dalla tua. Sentivo il tuo sguardo addosso. Ma io, il mio, non riuscivo ad alzarlo. Sono in ritardo. Sono in un ritardo assurdo. Un ritardo di mesi, forse è anche passato un anno. Ma io te lo dico lo stesso. Tu mi piaci. Tu sei bella. Tu sei la mia metà e nessuno potrà mai sostituiti.
sabato 19 giugno 2010
voltiamo pagina. no, no!
voltiamo pagina. no, no! non è che voltiamo pagina. cambiamo proprio libro! sono diventata ufficialmente pazza. forse ho bevuto acqua di mare oggi.
e forse qualche Dio non ha finito con noi.
ho un altro quaderno, si un altro. è giallo e grande e a righe. avevo deciso di scrivere solo le citazioni dei film, ma è stato praticamente impossibile resistere alle pagine bianche che mi guardavano e mi supplicavano di svriverci sopra. si, impossibile. volevo farlo tutto ordinato, tutto bello e perfetto. ma la perfezione non esiste. tipo quando iniziamo la scuola e ci promettiamo almeno cento volte che i quaderni dovranno essere ordinati e che l'astuccio non verrà distrutto. e puntalmente a fine anno abbiamo tipo la metà del dario, l'astuccio scritto e sporco che nemmeno cinque lavatrici leveranno le scritte col pennarello, e i quaderni. si insomma se li si può chiamare ancora così. ah e poi c'è la cartella. la cartella? ommerda l'ho rimasta in classe!
domenica 13 giugno 2010
sabato 12 giugno 2010
venerdì 11 giugno 2010
ricordi quando da bambina le tue maggiori preoccupazioni erano ricevere una bicicletta per il tuo compleanno o mangiare i biscotti a colazione ?
si, si. si che me lo ricordo. ora la bici è ad ammuffire chissà dove e i biscotti non li compro da secoli perchè sono a dieta. l'età adulta porta troppe preoccupazioni, troppe responsabilità. e tu, l'eta adulta, la volevi da quando avevi cinque anni e ora non la vuoi più. vorresti tornare a cadere sulle ginocchia, sbucciartele e aspettare che qualcuno ti prendesse in braccio e ti accarezzasse i capelli baciandoti. vorresti tornare a quell'età in cui non capivi certe cose, non capivi tutte le cattiverie di questo mondo. in cui non discriminavi nessuno e nessuno discriminava te. perchè se da piccolo e ingenuo vedevi un bambino truzzo, povero, ricco sfondato o quello che cacchio era, non ti preoccupavi della cosidetta etichetta. quello era un bambino come te e volevi solo giocare a nascondino. tornare a quell'età in cui credevi in quell'uomo vestito di rosso che ti portava tutti quei regali e tu eri così felice che non pensavi minimamente che era tutta una messa in scena. quegli anni in cui eri pure felice di andare a scuola perchè non vedevi l'ora di far vedere le schede alle maestre, di fare vedere le tue nuove scarpe con le luci ai compagni. di colorare, di viaggiare con la fantasia, di essere libero e di non dar conto a nessuno. e ora? troppe, troppe cose cambiano. perchè cominci a preoccuparti di ogni minima cosa. pensi sempre a come ti guardano gli altri e non a come stai tu. e se tutti dicono che la maglietta che porti è brutta te ne dovresti solo fregare e invece la butti via. e ci stai anche male perchè a te piaceva così tanto e te l'aveva comprata anche tua madre. se a te piace cantare e gli altri ti smontano dicendoti che non sei intonato tu te ne dovresti fottere altamente perchè a te piace e quindi lo fai, canti. cantagli pure in faccia ai cosidetti amici. se a te piace un cantante, un gruppo, un attore, un' attrice, un pittore, uno scultore, una scuola, una materia, un ragazzo, una ragazza non pensare a quello che pensano gli altri. magari li ascolti ma è a te che deve piacere e non agli altri. cosa diavolo centrano loro ? l'età adulta fa schifo. uno dice no, quando mai, ti diverti così tanto! certo magari per i primi cinque anni in cui non vuoi fare un cazzo, pensi ancora che i genitori ti coprono le spalle e quindi non devi fare niente. e poi ti ritrovi nella fossa che ti sei scavato da solo. e quando tocchi il fondo è difficile risalire.
vorrei così tanto sapere cosa fare del mio futuro per non avere preoccupazioni per vivere la vita giorno per giorno, minuto dopo minuto. così come ti viene, senza programmare..
ad esempio. chi l'avrebbe detto che mi sarebbe venuto un crollo e che avrei scritto tutto questo? per lo meno io, non lo sapevo.
io non so più niente, ormai. e non rileggerò neanche il post perchè è lungo.. e poi ora sta passando la canzone al pianoforte che ti mette nostalgia i tutto e scenderebbero solo lacrime di coccodrillo dai miei occhi.
vorrei così tanto sapere cosa fare del mio futuro per non avere preoccupazioni per vivere la vita giorno per giorno, minuto dopo minuto. così come ti viene, senza programmare..
ad esempio. chi l'avrebbe detto che mi sarebbe venuto un crollo e che avrei scritto tutto questo? per lo meno io, non lo sapevo.
io non so più niente, ormai. e non rileggerò neanche il post perchè è lungo.. e poi ora sta passando la canzone al pianoforte che ti mette nostalgia i tutto e scenderebbero solo lacrime di coccodrillo dai miei occhi.
martedì 1 giugno 2010
night p.2
mmh, mancano ancora dieci minuti alla fine del caricamento dell'mp4. quindi scriverò. ma non so che scrivere e ciò rende questo post davvero inutile. ma qualcosa mi verrà in mente.
le casse, una trousse, un salvadanaio rotto a forma di orsetto, dei cassettini con sopra la foto mia e di mia mamma, nei cassettini c'è di tutto, perfino le spille di Avril Lavigne. l'adsl, il portafoglio tutto colorato con le stelline, il telefono, la macchina fotografica, il diario di scuola, il diario della mia fantasia, le cuffie, il computer, la stampante, tanti fogli bianchi, un pacchetto di caramelle gommose, una bottiglina mezza piena, il mouse e il telecomando.
evviva, qualcosa me la sono inventata. cioè per dire inventata, ho scritto tutto quello che ho sulla scrivania in questo momento. di nuovo baci baci, notte.
questo post è inutile.
le casse, una trousse, un salvadanaio rotto a forma di orsetto, dei cassettini con sopra la foto mia e di mia mamma, nei cassettini c'è di tutto, perfino le spille di Avril Lavigne. l'adsl, il portafoglio tutto colorato con le stelline, il telefono, la macchina fotografica, il diario di scuola, il diario della mia fantasia, le cuffie, il computer, la stampante, tanti fogli bianchi, un pacchetto di caramelle gommose, una bottiglina mezza piena, il mouse e il telecomando.
evviva, qualcosa me la sono inventata. cioè per dire inventata, ho scritto tutto quello che ho sulla scrivania in questo momento. di nuovo baci baci, notte.
questo post è inutile.
night
sono le due e mezza del mattino e la cosa strana è che non ho sonno. ho appena finito di vedere un film e ora passo le canzoni sull' mp4. oggi ho scritto un sacco, non qui però. nella mia fantasia. ecco, diamine. quando non hai a portata di mano i tuoi quaderni ecco cosa succede che ti viene l'ispirazione e dici devo ricordarla così poi la scrivo. arrivi a casa e puff, le parole sono sparite. ah, la mente fa brutti scherzi.
ora me ne vado a dormire sperando di continuare il sogno di stanotte, beh dormite bene belli.
ora me ne vado a dormire sperando di continuare il sogno di stanotte, beh dormite bene belli.
lunedì 31 maggio 2010
ieri sera non volevo andare a letto, avrei voluto vedermi tutti i film che preferisco in salotto con la scatola di gelato al cioccolato in mano e mangiarla tutta fino a scoppiare. mi sarei vista un film dopo l'altro. avrei riso, pianto, tifato per i buoni, avrei preso a parole i cattivi. avrei provato mille emozioni in più a tutte quelle che ho provato in un anno. sarei stata sul divano con la coperta rossa della carica dei 101 e avrei abbracciato un cuscino nei momenti di sospance. no, non avrei mai dormito. avrei resistito fino all'ultimo e verso le sei mi sarei mangiata il cornetto. avrei camminato in punta di piedi per non svegliare gli altri ed ad ogni rumore mi sarei guardata intorno per vedere se c'era qualcuno. mi sarei fatta una doccia fredda e sarei stata ore sotto l'acqua. non avrei asciugato i capelli col phon ma li avrei lasciati così, facendoli asciugare naturali e con i boccoli. sarei stata un pò sul divano ad accarezzare il mio cane tenendolo stretto tra le braccia. verso le otto mi sarei infilata nel lettone di mamma e sarei stata vicino a lei fino a quando non si sarebbe svegliata.
e invece sono andata a dormire con le cuffie nelle orecchie. e ho sognato.
e invece sono andata a dormire con le cuffie nelle orecchie. e ho sognato.
giovedì 27 maggio 2010
without words.
non c'è niente da fare. anche se sono banali o di circostanza le parole quelle sono. e tu ti sforzi nel crearti mentalmente un discorso perfetto da fare, da dirgli. grazie e ti voglio bene ormai non hanno più significato, più un senso. perchè io dico grazie anche al signore sconosciuto che mi fa passare prima di lui, e dimmi, come faccio a dire grazie a te che mi dai tutt'altra cosa? è per questo che a volte rimango zitta e non trovo le parole. magari ti abbraccio così te lo faccio capire lo stesso che ti adoro. sono le cose piccole che ti fanno star bene. QUANTI DANNATI LINK CI SONO COSì SU FACCIALIBRO? ma è così vero. sono le piccole cose che ti muovono qualcosa dentro e ti fanno spuntare quel sorriso a 756793287 denti e non riesci più a fermarti dal ridere. ridi così forte che ti scendono le lacrime e pensando alla tua immagine che ride e piange, ridi ancora di più fino a gridare che non ce la fai più e che ti fa male lo stomaco.
amore dai dai muovimi il sole.
amore dai dai muovimi il sole.
venerdì 21 maggio 2010
no speak.
ho scritto, ho scritto sei righe ma poi ho cancellato. è così difficile esprimersi ed aprirsi a tutti. ti viene qualcosa allo stomaco e poi ti sale il groppo in gola e non sai se cliccare pubblica post. pensi alle conseguenze e sei così stanco di parlare e discutere, è così inutile. è inutile parlare perchè io non so nemmeno quello che voglio dire, perciò come faccio a spiegarti quello che ho dentro se quando tu me lo chiedi io ti dico che non lo so ? io non lo so. non so più niente ormai, non mi preoccupo di niente. è inutile parlare perchè ti direi sempre la stessa cosa.
stamattina sulla tazza da latte di mamma c'era scritto : perchè parlare quando tutto l'amore di dice in un bacio ? beh se le cose stanno così allora ti bacerò.
stamattina sulla tazza da latte di mamma c'era scritto : perchè parlare quando tutto l'amore di dice in un bacio ? beh se le cose stanno così allora ti bacerò.
giovedì 20 maggio 2010
Fallo girare.
Da qui si vede il cielo. Il cielo è rosa e di un azzurro pallido incantevole. Sembra parlarmi, il cielo. Trasmette un' infinita dolcezza e compassione. Non so perchè lo penso, ma è quello che vedo, che sento. Da qui si può vedere il mare. Le onde si infrangono sugli scogli irregolari e fanno ballare le barche. La spuma che arriva fin sopra alla spiaggia e ti accarezza la punta dei piedi. Da qui si può vedere il Vesuvio. Vedere per metà. E' coperto dalle nuvole. Nuvole rosa. Ma il pennacchio grigio si vede lo stesso. Da qui si vede tutto. C'è tutto qui. Vedo i palazzi più alti con grosse insegne sopra che sono affamate di pubblicità. Vedo anche le macchine, ma da qui sembrano più modellini microscopici. Ognuna di un colore diverso, che sfrecciano a destra e a sinistra, avanti e indietro, su e giù. Avanti e indietro, su e giù, a destra e sinistra. Su e giù, a destra e sinistra, avanti e indietro. E il mondo gira, gira, gira. E tu fallo girare e cammina per conto tuo, con le tue piccole cose dentro, il tuo cuore legato ad un altro e la testa immersa nella musica.
mercoledì 19 maggio 2010
martedì 18 maggio 2010
tempo.
vorrei tornare indietro nel tempo, non di molto, solo di qualche annetto. seconda, terza media. quando eravamo ancora uniti, quando alle feste venivano tutti e ci facevamo i regali a gruppo per cercare di fare un grosso regalo spendendo meno a testa. quando c'erano i club, i gruppi, la voglia di andare al liceo. le frasi che sembravano così sincere e così sicure. avevamo detto che anche se dopo la terza non andavamo nella stessa scuola, saremo rimasti uniti e saremo sempre stati amici. e adesso dove siete? non dovevamo prometterci queste cose. ormai non ci troviamo neanche più bene insieme. quant'è vero che le persone cambiano.
mi basterebbe anche un giorno di quei tempi lontani. di quando litigavamo ma la pace si faceva subito con un semplice gesto delle dita, di quando non volevamo metterci i grembiuli, di quando andavamo a mare insieme e facevamo la famosa lotta sulle spalle.
anche solo un giorno mi basterebbe, solo uno. non ho una memoria di ferro e comunque i ricordi non mi bastano.
mi basterebbe anche un giorno di quei tempi lontani. di quando litigavamo ma la pace si faceva subito con un semplice gesto delle dita, di quando non volevamo metterci i grembiuli, di quando andavamo a mare insieme e facevamo la famosa lotta sulle spalle.
anche solo un giorno mi basterebbe, solo uno. non ho una memoria di ferro e comunque i ricordi non mi bastano.
lunedì 17 maggio 2010
Lilla,
vorrei alzarmi da questo pavimenti freddo e duro, alzarmi in aria, passare oltre il muro che mi divide dal resto del mondo e librarmi in aria; volare. Volare sopra i tetti, guardare le persone che ridono e ridere della loro gioia, le persone che piangono e piangere della loro tristezza. Cercare di capire le persone crudeli e cattive e capire la troppa bontà di quelle buone. Io vedo loro, loro non vedono me. Nessuno può vedermi, sono invisibile. Non c'è una nuvola nel cielo, no, nemmeno una. Ora che ci faccio caso il cielo non è azzurro, ne blu, ne tinto di rosso ne di rosa. E' lilla. E' proprio lilla, non è un blu che va nel viola. E' lilla. Ed è bellissimo. E fa un contrasto stupendo con i palazzi gialli e rosa. Vorrei tuffarmici dentro. e piangere, piangere, piangere, piangere.
Fabri è pronto a tavola. PUFF, cielo sparito.
è pronto, devo andare.
Fabri è pronto a tavola. PUFF, cielo sparito.
è pronto, devo andare.
Uhm.
I miagolii dei gatti mi hanno svegliata presto, troppo presto. I minuti sembravano non passare mai, ma l'ora della sveglia si faceva sempre più vicina. Drin, drin, drin, drin, drin. Eccola con tutto il suo rumore che si intromette nel silenzio che sembra parlarti di cose mai viste, mai vissute. Il silenzio è pesante, pieno di parole. Anche i silenzi lo sai hanno parole. Dovevo alzarmi, odio fare tardi, andare di fretta. Ho indossato la felpa grigia, le converse e il jeans. La metropolitana mi aspettava nella sua staticità e il vento che annuncia l'arrivo del treno mi ha scompigliato i capelli ondulati. La scuola. cheppalle. Ho urlato da una finestra, sono rimasta chiusa in bagno, ho visto in che classe era lui e sono rimasta delusa. Ho letto di avventure straordinarie, ho sentito, di avventure straordinarie. Ho aiutato le amiche in difficoltà. Ho fotografato tutto, fino a che la pila ha ceduto. Ho raccontato, ascoltato, riso. Ho visto la crudeltà della gente, il loro egoismo, il loro menefreghismo. Ho ascoltato la musica, tanta tanta musica, così tanta che mi facevano male le orecchie. Ho appreso la magia, questo non c'entra molto, uhm, ma è la verità. Ho buttato lo zaino a terra e ho abbracciato la mia mamma.
domenica 16 maggio 2010
VOLEVO.
sentivo la pioggia che scendeva lungo il vetro della finestra, volevo aprirla e bagnarmi di nuovo. ma non potevo, mia madre mi avrebbe uccisa dato che mi ero appena fatta la doccia e di li a poco saremo dovute uscire. stamattina cantavo, mi sono anche portata il computer in bagno, per sentire la musica più vicina.
I CAN'T ALMOST SEE IT, THAT DREAM I'M DREAMING, BUT THERE'S A VOICE INSIDE MY HEAD SAYING : YOU'LL NEVER REACH IT.
C'è il compleanno dinonsochi. comunque ci ha pensato l'acqua della doccia a bagnarmi, ovvio. avevo l'asciugamano in testa e pensavo davanti all'armadio. è una festa, devo mettermi qualcosa di carino. ho optato per il vestitino, quello a palloncino che quando ti metti a girare in tondo si alza e ti senti di nuovo una bimba. quello grigio, nero, e viola. quello che ho messo e mi sono tolta subito. le calze stavano per farmi impazzire. ho infilato il mio jeans, quello sporco di pennarelli, gocce di smalto e di me. ho infilato le converse che una volta erano viola, ora grazie a tutto lo sporco non so di che colore siano. e una maglia viola. ho un filo di trucco. il mascara che mi piace tanto e mi rende le ciglia più lunghe di quelle che sono già. infilerò la felpa, quella nera larga che mi nasconde e infilerò le cuffie nelle orecchie e starò seduta in macchina a canticchiare. finchè non arriveremo e io resterò seduta vicino a mia madre per non subirmi gli animatori che ti urlano contro di venire a giocare! cioè ma uno è libero di voler far quello che vuole? eh allora, cosa cacchio volete?
I CAN'T ALMOST SEE IT, THAT DREAM I'M DREAMING, BUT THERE'S A VOICE INSIDE MY HEAD SAYING : YOU'LL NEVER REACH IT.
C'è il compleanno dinonsochi. comunque ci ha pensato l'acqua della doccia a bagnarmi, ovvio. avevo l'asciugamano in testa e pensavo davanti all'armadio. è una festa, devo mettermi qualcosa di carino. ho optato per il vestitino, quello a palloncino che quando ti metti a girare in tondo si alza e ti senti di nuovo una bimba. quello grigio, nero, e viola. quello che ho messo e mi sono tolta subito. le calze stavano per farmi impazzire. ho infilato il mio jeans, quello sporco di pennarelli, gocce di smalto e di me. ho infilato le converse che una volta erano viola, ora grazie a tutto lo sporco non so di che colore siano. e una maglia viola. ho un filo di trucco. il mascara che mi piace tanto e mi rende le ciglia più lunghe di quelle che sono già. infilerò la felpa, quella nera larga che mi nasconde e infilerò le cuffie nelle orecchie e starò seduta in macchina a canticchiare. finchè non arriveremo e io resterò seduta vicino a mia madre per non subirmi gli animatori che ti urlano contro di venire a giocare! cioè ma uno è libero di voler far quello che vuole? eh allora, cosa cacchio volete?
sabato 15 maggio 2010
Al momento non ho un titolo decente.
Ho preso i tovaglioli, la tovaglia, le forchette e i bicchieri. Ho portato tutto di là, in salotto ed ho apparecchiato. - Pensavo ad altro, però. Pensavo che era proprio l'ora di creare un blog. Pensavo a cosa avrei dovuto scrivere al primo post. A come avrei chiamato questo piccolo angolo di me stessa. - Ho apparecchiato anche per me anche se non ho tanta fame, ma ho mangiato tutto lo stesso. Stasera c'è il pollo. Birillo mi guarda con aria supplichevole. Ne vuole un pezzo. Ma non posso darglielo davanti a mamma. Ma lui sa che poi glielo dò sempre. Perciò è buono senza fiatare seduto vicino a me. Oggi non ho fatto altro che farneticare, scrivere, farneticare e scrivere. La causa scatenante è stata la pioggia. Non mi piace la pioggia. Mi piace il sole, ma oggi era diverso. Pioveva fitto ed io ero senza l'ombrello, con una busta pesante in mano e lo zaino Converse in spalle che faceva il suo bel peso. Mi ero alzata il cappuccio, poi lo avevo riabbassato. Che senso aveva? Mi sarei bagnata comunque e poi era una sensazione gradevole. Stare sotto la pioggia, sorridere mentre tutti i passanti coperti dai loro bellissimi ombrelli ti guardano accigliati come a dire quella ragazza non sta bene. E invece tu, stai da Dio.
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